Perché Iran

Italia partner privilegiato

Italia amica dell'Iran in UE

Lavorare in Iran è ancora possibile?
L’Iran, nonostante il regime sanzionatorio degli Stati Uniti, rimane il Paese capofila dei prossimi undici (N-11) identificati dalla Goldman Sachs e dall’economista Jim O’Neill, insieme ai BRICS, come le più grandi economie del mondo nel XXI secolo (https://it.wikipedia.org/wiki/Prossimi_undici).

Lavorare in Iran significa essere presente in un Paese che conta 80 milioni di abitanti, di cui due terzi hanno meno di 35 anni ed il livello medio d’istruzione è alto.
E’ uno snodo regionale, la base per raggiungere un mercato di 400 milioni di consumatori
nei vicini paesi del Medio Oriente e nelle ex repubbliche sovietiche dell’Asia centrale.
Come in Italia, il 90% del tessuto economico è fatto di piccole e medie imprese.

L’accordo sul programma nucleare, firmato il 14 luglio 2015 tra Teheran e il gruppo dei cinque più uno (i membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu e la Germania) non ha solo ridisegnato la scena geopolitica in Medio Oriente ma ha avuto anche un notevole impatto in termini economici, nonostante il pressing degli Stati Uniti che vorrebbero impedire alle aziende europee di lavorare in Iran.
Ora, dopo il ritorno delle sanzioni deciso dagli Stati Uniti c’è grande attesa per vedere e capire cosa succederà.
L’Italia e l’Europa non hanno introdotto alcun tipo di sanzioni verso l’Iran che rimangono esclusivamente americane.

Il governo vuole investire 15 miliardi di euro nei prossimi anni nei trasporti: aeroporti, porti, ferrovie.
L’industria automobilistica, che costituisce il 10% del prodotto interno lordo iraniano, ha grandi ambizioni che devono fare i conti che l’attuale situazione internazionale.
Il petrolio, da sempre alla base dell’economia iraniana, è stata per molti anni la prima fonte di entrate del Paese.
L’obiettivo del Governo oggi è quello di continuare a vendere i prodotti petroliferi ai partner storici, senza utilizzare il dollaro, ma ha bisogno d’investimenti internazionali per ammodernare gli impianti.
Allo stesso tempo gli sforzi sono concentrati sull’export non-oil che quest’anno ha superato i 30 miliardi di dollari.
L’Iran possiede anche grandi riserve di gas (è secondo solo alla Russia).

Ecco perché all’Italia conviene continuare a lavorare con l’Iran.

Perché Iran

Italia partner privilegiato

Ecco perché le aziende italiane dovrebbero pensare seriamente di lavorare ed investire in Iran.

Nella guerra Iran-Iraq (1980-1988) gli iraniani furono vittime di un attacco senza alcun preavviso.
Nonostante questo a sostegno dell’Iraq si schierarono tutte le maggiori potenze internazionali.
L’Italia invece chiese e ottenne dal proprio Parlamento il congelamento delle forniture militari.
Forniture già pagate e in buona parte già costruite che dovevano essere consegnate alla marina irachena.
In caso contrario l’Iraq sarebbe diventato, e di gran lunga, la maggiore potenza navale della regione, probabilmente vincendo il conflitto.
Questo è solo uno dei molti motivi per i quali il popolo iraniano è riconoscente e ama il nostro Paese.

L’Italia è stato il primo paese europeo a riprendere i contatti economici con l’Iran nel lontano 1998.
Le imprese italiane, soprattutto piccole e medie, hanno continuato a lavorare in Iran anche durante le sanzioni, pur tra grandi difficoltà.

Il Made in Italy è molto forte ed apprezzato.

Dopo sei anni l’Italia è tornata ad essere il primo partner commerciale dell’Iran all’interno dell’Ue, oggi superata da Germania e Svizzera (quest’ultima per via dei canali umanitari).
Le due nazioni, eredi dell’antica Persia e di Roma e che hanno fatto della cultura in tutte le sue forme il terreno fertile per le loro relazioni, hanno organizzato i concerti del Maestro Riccardo Muti, in omaggio a Verdi, e del Maestro Nicola Piovani, premio Oscar.